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C’era una volta un regno di nome Hyrule, la cui Principessa, Zelda, era costantemente presa di mira da un essere malvagio di nome Ganon. Ogni volta che tornava la pace, qualcosa le doveva sistematicamente capitare. Ma, come in ogni favola che si rispetti, c’è un’eroe, che, nella maggior parte delle volte, risulta essere ignaro del destino che lo attende. Ed è il caso di Link, giovane abitante di Hyrule, che, in una notte come le altre, vede in sogno una principessa invocare aiuto. Svegliatosi di soprassalto, capisce che il sogno era “vero” ed, armato di spada, scudo e di un ormai inconfondibile costume verde, parte alla ricerca della principessa, Zelda, ovviamente. Questo è il prologo di The Legend of Zelda: A Link to the Past, sviluppato in esclusiva per Super NES e terzo capitolo della saga, iniziata nel lontano 1986 con The Legend of Zelda per il NES.
TITOLO ORIGINALE: Zeruda no Densetsu: Kamigami No Toraifōsu (JAP)
GENERE: RPG, Avventura
ANNO: 1991
CASA DI SVILUPPO: Nintendo EAD
PUBBLICATO DA: Nintendo
PIATTAFORMA: Super NES, Virtual Console
SUPPORTO: Cartuccia
IL SUO SEGUITO E’: The Legend Of Zelda: Ocarina of Time
Tornando al nostro Link, riuscirà a trovare Zelda all’interno delle segrete del castello di Hyrule ed a portarla in salvo. Ma le cose non vanno per il verso giusto ed il nostro eroe si trova costretto ad avventurarsi in cerca dei tre Sacri Pendagli, che permetteranno di sconfiggere il mago Aganhim; esso si scoprirà essere guidato dallo spirito malvagio dell’eterno nemico Ganon, che vaga in cerca della famosa Triforza, il sacro simbolo della Saggezza, creato dai Sette
Saggi (Zelda compresa). A Link to the Past ha definitivamente inizio; esso accompagnerà l’utente in un’avventura straordinaria, ricca di enigmi, battaglie e un’infinità di luoghi da esplorare. Link dovrà impossessarsi della leggendaria Master Sword, dovrà imparare a suonare l’ Ocarina e sarà costretto a scovare una zattera per scoprire luoghi altrimenti inarrivabili. Il gameplay si caratterizza per una semplicità imbarazzante, che si mischia ad una dinamicità e profondità con pochi eguali. Dal punto di vista grafico, The Legend of Zelda: A Link to the Past non sente assolutamente il peso degli anni; il suo 2D è pulito, fluido e coloratissimo. Seppur un po’ limitato delle animazioni, presenta una grande varietà di nemici, compresi i bellissimi boss di fine dungeon. L’ambientazione ha dell’incredibile: Hyrule è immensa e questa volta è addirittura “disponibile in due versioni”: mondo della Luce e mondo dell’Oscurità, ognuno dotato di caratteristiche proprie.
Il sonoro è un altro grande punto di forza di A Link to the Past; se gli effetti sonori non raggiungono l’eccellenza, pur rimanendo su standard più che accettabili, le musiche, invece, sono un vero e proprio inno alla leggenda. Signore e signori, è d’obbligo inchinarsi ad una delle più belle colonne sonore della storia videoludica, creata dal maestro Kōji Kondō. Tutto questo è condito da una longevità da primato; A Link to the Past vi terrà incollati allo
schermo per decine e decine di ore. Sarete costretti ad affrontare le insidie di Hyrule nel mondo di Luce e nel Mondo Oscuro; scoprirete come ogni dimensioni sia caratterizzata da nemici e personaggi diversi. Ogni singolo abitante è dotato di una vita propria, la quale, molte volte, vi aprirà una delle moltissime sub-quest disponibili. Insomma, tutti questi elementi ci suggeriscono come A Link to the Past abbia raggiunto, forse, l’apice della serie di Zelda, consacrando al grande pubblico Link, personaggio ora leggendario, che è stato addirittura “preso in prestito” per impreziosire il cast di personaggi di Super Smash Bros. (compresi Melee e Brawl) e di Soul Calibur 2 (nella versione per GameCube).
A dimostrazione di quanto The Legend of Zelda: A Link to the Past sia rimasto nel cuore dei videogiocatori di tutto il mondo, Nintendo ha ben pensato di riproporlo in una versione restyling per Game Boy Advance con il titolo di The Legend of Zelda: Four Swords (2002); la grande innovazione è la possibilità giocare fino a 4 utenti incontemporanea.
Ora che siamo giunti al termine, resta da dire solo una cosa: “Che la (Tri)Forza sia con Voi”….
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