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Ad oltre vent’anni di distanza, si può affermare come The Guardian Legend sia stato (e probabilmente un poco ancora lo è) un videogioco innovativo e “coraggioso”. Compile, la casa di sviluppo famosa per la saga di Puyo Puyo, tentò un esperimento dannatamente rischioso, gettando sul mercato un prodotto che mischiava due generi a dir poco in contrapposizione: sparatutto e gioco di ruolo. L’idea, che conobbe risultati positivi solo dopo alcuni mesi dalla sua uscita, non ebbe un successo a 360°; colpì dritto al cuore solo gli utenti più “professionali”, diventando un vero e proprio retrogame di nicchia. Un retrogame datato 1988, esclusiva assoluta per NES.
TITOLO ORIGINALE: Guardic Gaiden (JAP)
GENERE: Sparatutto, RPG
ANNO: 1988
CASA DI SVILUPPO: Compile
PUBBLICATO DA: Irem, Broderhund, Nintendo
PIATTAFORMA: NES
SUPPORTO: Cartuccia
IL SUO SEGUITO E’: nessuno
Il “Guardiano” protagonista è nientepopòdimenoche una dolce fanciulla (qualche riferimento a Metroid?) di nome Miria, la quale è dotata di un particolare costume tecno-cybernetico: a terra è un indumento normale, mentre nelle sezioni sparatutto permette alla stessa Miria di trasformarsi in una navicella spaziale da guerra. Essa è stata inviata, per conto del Pianeta Terra, sul mondo artificiale di Naju che si sta rivelando una minaccia sempre più grande per la razza umana. Il suo compito è quello di attivare i dieci dispositivi che portano all’auto-distruzione del pianeta nemico. Seppur poco articolata, la trama di fondo riesce a creare un’atmosfera unica per una cartuccia ad 8-bit ed a creare meccaniche di gioco molto interessanti.
Come già anticipato, The Guardian Legend è un retrogame ibrido che fonde sezioni sparatutto con parti interamente ruolistiche. La parte iniziale porta l’utente a sperimentare la sezione spara-spara: si sta per giungere su Naju ed è necessario sfondare la prima linea difensiva nemica. Meteoriti e strani nemici sono i primi ostacoli da superare, oltre al classico boss gigante di fine stage, in perfetto stile R-Type. Questi tratti di sparatutto non rappresentano la massima esperienza videoludica disponibile su NES, ma il loro inserimento in un contesto del genere riesce a proporli in un’ottica del tutto positiva. Superata questa prima fase, si tocca finalmente terra, iniziando così il gioco di ruolo vero e proprio. Chi conosce bene il NES, non può non notare come l’impostazione visiva e del gameplay generale risulti molto simile a quella di The Legend of Zelda: ma questo non può che essere un fatto positivo. Miria ha a disposizione una barra di energia che può aumentare durante l’avventura e possiede un’arma di base con proiettili infiniti, che può essere talvolta potenziata. Sono inoltre disponibili i chip, ovvero i proiettili utili per l’utilizzo di armi secondarie: la loro raccolta provvede a far aumentare l’energia e sono anche utili a pagare i Lander, un personaggio simbolo (ricorda molto Lolo di Adventures of Lolo) della Compile, unico venditore autorizzato su Naju.
Il gameplay vero e proprio prevere un mondo davvero vasto, diviso in schermate singole: la quantità di posti da visitare è davvero incredibile. Si faticava a credere che tutto quel materiale fosse racchiuso in un’unica cartuccia. L’esplorazione implica il faccia a faccia con una miriade di nemici “normali”, semi-boss e boss di fine livello: è necessario esplorare ogni piccolo angolo del pianeta per essere sicuri di trovare tutte le armi e le chiavi necessarie (rappresentate da varie figure geometriche). Il Pianeta Naju è diviso in parecchi ambienti e per raggiungerli sarà necessario attraversare i vari Corridors, che includono la fatidica sezione sparatutto. Oltre a ciò, sono presenti dei piccoli aiuti sotto forma di messaggi, lasciati dai precedenti guardiani che hanno fallito la missione intrapresa ora da Miria.
Grafica e sonoro di The Guardian Legend sono i due aspetti che riuscirono a mettere praticamente tutti d’accordo: se non erano da capolavoro, poco ci mancava. L’azione di gioco è sempre fluida e dinamica, anche se un po’ ripetitiva, le ambientazioni sono ben distinte tra di loro. Miria è caratterizzata da un design accattivante ed i nemici, boss in primis, sono dettagliati magnificamente. Stesso filone per le musiche a dir poco azzeccate e d’impatto.
Ma, ovviamente non sono tutte rose e fiori, e The Guardian Legend non è comunque esente da qualche difetto. Il sistema di salvataggio non è di certo dei più semplici, è necessario infatti scovare il nascondiglio di un Lander, mettere fuori servizio l’arma secondaria di turno e poi copiare una password a dir poco chilometrica. Viene da chiedersi come sia possibile che i programmatori di Compile si siano voluti complicare le cose in questo modo. La difficolta è alquanto altalenante: sparatutto ed alcuni boss davvero impegnativi si affiancano ad una fase esplorativa a volte elementare. L’ultimo aspetto non troppo positivo e la non rigiocabilità; ma questo è tuttosommato lecito, infatti solo pochi “pezzi grossi” della categoria riescono in quest’impresa. Ma per ovviare a tutto ciò, è possibile intrapendere The Guardian Legend in sola veste di sparatutto, inserendo la password TGL.
In conclusione, ci si può solo levare il cappello davanti a Compile che ha avuto il coraggio di gettarsi sul mercato con un’opera a dir poco innovativa. The Guardian Legend, a dispetto di molti suoi colleghi, non senti assolutamente il peso degli anni, anzi…..
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Tengo ancora questo gioco nella mia collezione del Nes. Ricordo ancora divertito che ci giocavo con un televisore mezzo rotto (ma comunque buono nelle immagini) e quando usavo le potentissime bombe “Enemy Eraser” per i mostri più grossi il fiotto di luce creava uno sbalzo di tensione che faceva letterarmente saltare la schermata (un mio amico d’infanzia era pure convinto che se si rompeva la tv gli poteva pure scoppiare la casa %-)lol). Comunque è vero restò solo un gioco di nicchia per la scarsa pubblicità sulle riviste del settore (Nintendo Power e l’italiana Club Nintendo non si sprecarono più di tanto a promuoverlo), avrebbe meritato un successo commerciale migliore. Peccato per le password che ogni volta mi portavano via dieci minuti di gameplay. La grafica per un gioco Nes fine anni 80 era ottima e i temi musicali , secondo me, tra i più memorabili del periodo degli 8 bit (soprattutto quello del primo labirinto). Un po’ bizzarra l’ambientazione cyber-punk. Un titolo consigliato a chi vuole riscoprire la parte migliore della ludoteca del Nintendo 8 bit.
Assolutamente sì, uno dei migliori esempi della “potenza” del NES.
Incredibile quanti ricordi ho dietro questo videogioco (che anche io custodisco gelosamente nella mia valigetta di vecchie cartucce nes); era abbastanza difficile, ed aveva una copertina sensazionale; sulla scatola c’è scritto qualcosa tipo “Con parola chiave” vale a dire la password che allora era una super invenzione… fantastico, in particolare mi rimane impressa ancora la musica dei primi livelli. grandissimo
Sì, come già accennato nell’articolo, questo remake è alquanto strano. Ma si sa, il commercio è anche questo….
Madonna!!!
non sarà un gioco famoso ma vedo ke gli appassionati qui ne parlano volentieri
questo gioco posso dire ke è a dir poco stupendo!!!
iniziai a giocarlo a 5 anni senza ovviamente conoscere l inglese, e mi son bloccato ad un punto per parekki anni(maledetto “corridoio 4″xD non avendo pc ed internet era impossibile capire come continuare)l ho potuto finire solo dopo aver avuto un pc ed internet, ma posso dire ke ne è valsa la pena sono veramente soddisfatto (l ho rifatto + volte dopo con il massimo del godimento)
ripeto a dir poco stupendo, ke tristezza pensare ke non ci sono episodi seguenti
…
i giochi di ora (potete vedere la data del messaggio per capire) a paragone sono niente non mi soddisfano per niente…
rimasi sbigottito a distanza di anni ke un gioco cosi vekkio potesse avere un enigma da risolvere di questo tipo per essere sbloccato…
davvero, parlo col cuore in mano,giochi così non ne fanno + nonostante gli enormi progressi…altri titoli davvero belli di altri giochi e degni di tal nome come The Legend of Zelda ocarina of time,Duke Nukem 64 3D, i quali sonoe altri capolavori di giochi li hanno totalemnte rovinati con le versioni moderne(nuovi episodi o in qualsiasi modo li vogliate chiamare)
ogni volta ke vedo uno scempio del genere con le nuove versioni mi kiedo il “perchè” di questo scempio… loro lo fanno solo a scopo commerciale ora mai da quel ke ho capito…
ok, kiudo dicendo ankora una volta ke questo si ke è stato un vero gioco, e quando accendo il mio vekkio NES (si ankora funzionante al contario di molte console moderne e i loro problemi)ci gioco ke è a dir poco un piacere..QUESTI SONO VERI TITOLI,nonostante sono poco conosciuti…un saluto a tutti i vekki giocatori ke come me hanno avuto la gioia di giocare a sti capolavori fatti con pochissimi mezzi a disposizione ma con tanto impegno da parte dei creatori
P.S. mi scuso pe il piccolo O.T. e per aver “kappato” molte parole…Viva i vecchi Capolavori!!!