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Una leggenda, il capostipite di un filone videoludico oggi sterminato, una vera e propria droga, un manuale di game design. Viene da chiedersi in effetti se ci sia davvero bisogno di recensire un gioco come Tetris al giorno d’oggi, data la sua fama mondiale ed universale. Ma noi di Retrogame.biz siamo dei maniaci completisti, quindi ecco la nostra personale opinione sul gioco che ha sconvolto il mondo giocoso di appassionati e non. Come dite? Non lo conoscete?
TITOLO ORIGINALE: Тетрис
GENERE: Puzzle
ANNO: 1984
CASA DI SVILUPPO: Prodotto da Alexey Pažitnov, Vadim Gerasimov e Dmitry Pavlovsky
PIATTAFORMA: Arcade, Amstrad CPC, Apple IIGS, Philips CD-i, Game Boy, Amiga 500, NES, ZX Spectrum, Mega Drive, PC, iPhone
SUPPORTO: Cartuccia, Floppy Disk, CD-ROM
IL SUO SEGUITO E’: Nessuno
La sindrome del puzzle game è un malessere piuttosto diffuso tra i videogiocatori appassionati: compri un giochino chiamato Tetris, infili la cartuccia nel tuo Game Boy e sei spacciato. Non importa quanto lavoro, tempo libero o piatti da lavare puoi avere, tutto quello che fai è martellare la croce direzionale della tua console e osservarne lo schermo con uno sguardo a metà tra l’ebete ed il “completamente assente”. Come se non bastasse, quando vai a letto e chiudi gli
occhi, il cervello continua a giocare virtualmente proiettando sulla tua retina schemi di gioco immaginari che vedi risolvere automaticamente e senza sosta. I tetramini si appropriano del subconscio e cerchi di impilare ogni oggetto che ti capita tra le mani: insomma sei affetto da un disturbo chiamato Effetto Tetris. Ma sapete che cos’è un tetramino?
Si tratta di una figura composta da quattro quadrati, in cui ogni quadrato ha almeno un lato in comune con un altro. L’idea alla base di Tetris, di una semplicità disarmante, si basa proprio su queste figure. Suddetti tetramini cadono dall’alto dentro un pozzo e il giocatore deve ruotarli e modificare la loro traiettoria per ordinarli sul fondo dell’area di gioco. Se si riesce a riempire di blocchetti una riga intera, questa svanirà andando a rimpinguare il punteggio; meglio ancora se le righe completate simultaneamente sono più d’una. Completarne quattro assieme significa “fare Tetris” e spedire il contatore del punteggio alle stelle. Il problema è che i tetramini hanno forme molto diverse tra loro ed è questo il cardine attorno al quale ruota tutto il gioco.
Il giocatore è costretto a pensare in fretta e furia a dove posizionare i blocchetti colorati, in modo da lasciare meno spazi vuoti possibile. Impilare i pezzi quadrati, districarsi tra quelli a forma di N, approfittare del tetramino sagomato a I per fare un bel Tetris sono tutte faccende che richiedono prontezza di riflessi, colpo d’occhio e capacità organizzativa in tempi brevi. L’ordine di caduta delle forme è completamente casuale, cosa che inspessisce ulteriormente la profondità di gioco; ma un piccolo ausilio arriva dal fatto che l’utente riceve un’anteprima del blocco che cadrà dopo quello in uso, così da poter fare uso saggio di tutte le proprie carte. Ma la fretta, si sa, è cattiva consigliera e con l’aumentare del punteggio il gioco accelera progressivamente, spianando così la strada a ogni tipo di imprecisione o decisione affrettata. Quando le decisioni sbagliate che il giocatore ha preso diventano così tante da riempire il pozzo di tetramini ammucchiati alla peggio, il game over giunge impietoso.
Tetris è davvero tutto qui, e nella sua semplicità letale è ancora oggi considerato uno dei più grandi, se non proprio il miglior videogioco di tutti i tempi. Non essendo stato brevettato, il gioco è divenuto prevedibilmente disponibile per tutte le piattaforme esistenti: Game boy e NES nei primi tempi, iPod, iPhone e persino Mac OS ai nostri giorni. Del resto, questo è da considerarsi il minimo, tenendo conto del successo strepitoso che il capolavoro russo ha ottenuto in tutto il mondo: quando uscì l’edizione per Game Boy, bastava fare un giro in treno, in autobus o in spiaggia per constatare personalmente quanta gente ci giocasse (tantissima), trasformandosi il più delle volte in mostri di velocità e di bravura. E’ la sindrome del puzzle game, farsi contagiare può portare a spiacevoli conseguenze. Il nostro consiglio è quello di lasciarsi contagiare.
Tetris è stato addirittura sottoposto ad analisi matematiche. Una di queste dimostra che una partita di Tetris si conclude sicuramente con la sconfitta del giocatore. E’ stato accertato infatti che esiste un numero N tale che una sequenza di N pezzi sagomati a S e a Z alternati conduce inevitabilmente al gameover. In una sequenza di tetramini tendente all’infinito, questa combinazione si presenterà prima o poi…
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La colonna sonora di Tetris è composta prevalentemente da brani di origine russa prelevati direttamente dalla musica classica, ma spicca anche un minuetto in Si Minore di Bach.
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Tetris ha dato origine nel tempo a diverse varianti più o meno riuscite. Tra queste merita una menzione speciale Bombliss, una sorta di Tetris con blocchi eplosivi.
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Molte altre curiosità su Tetris sono archiviate su Retrogame.biz: dal nemico più importante, Columns, alla sua versione “umana” per finire con una sua riproduzione in scala gigante.
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