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Microids è sinonimo di avventura grafica e punta e clicca, i marchi di fabbrica di un’azienda che ha fortemente influenzato il nuovo millennio. Interrogarsi su quale sia stata la sua opera migliore porta ad una risposta assai veloce: Syberia. Nulla da togliere ai vari Dracula, Amerzone o Still Life, ma la prima avventura di Kate Walker sfiora la perfezione sotto tutti i punti di vista ed in alcuni casi la raggiunge anche. Syberia esordì su PC nel 2002 diventando, in men che non si dica, la miglior avventura grafica dell’anno. Microids diede l’opportunità anche ai “consoliani” di poter ususfruire di questo gioiello e così lo convertì per Xbox e Playstation 2; successivamente venne sviluppata una versione per Nintendo DS.
GENERE: Avventura grafica, Punta e clicca
ANNO: 2002
CASA DI SVILUPPO: Microids
PUBBLICATO DA: Microids
PIATTAFORMA: PC, Xbox, Playstation 2, Nintendo DS, Smartphone
SUPPORTO: CD-ROM
IL SUO SEGUITO E’: Syberia II
Syberia diede modo al genio del belga Benoìt Sokal di esplodere definitivamente. Dopo il suo Amerzone (a cui si ispira palesemente in alcuni momenti di gioco), qui il game designer riceve la meritata consacrazione: consacrazione che in questo caso vuol dire capolavoro.
Anche se Syberia è un prodotto del 2002, essa si appoggia ad un gameplay vecchio stampo: un semplicissimo punta e clicca in terza persona, proprio come nei gloriosi Broken Sword, Discworld e Phantasmagoria. Si può notare come Microids non abbia voluto rischiare in termini di innovazione della giocabilità, puntando sul classico “usato sicuro”. Siamo quindi di fronte al classico puntatore che permette a Kate Walker di muoversi da un posto all’altro, di esaminare od usare un oggetto oppure di parlare con i vari personaggi dell’avventura. Una semplicità mostruosa per un’immediatezza da record. Da questa esamina, si intuisce facilmente come Microids e Sokal abbiano voluto concentrare le forze sulla trama e sul lato tecnico, i veri punti di forza di Syberia.
La trama è qualcosa che di più coinvolgente non si può, una sequenza di eventi capaci di emozionare ogni minuto di più. Questa fantastica storia parte dalla situazione lavorativa di Kate Walker, brillante avvocatessa newyorkese, che viene spedita in un lontano paese delle Alpi Francese di nome Valadilène. Il motivo è l’acquisizione, da parte dell’azienda per cui lavora, della Voralberg, fabbrica di giocattoli famosa per i suoi automi, ormai dilaniata dei debiti. La proprietaria Anna Voralberg però muore prima che arrivi Kate, la quale aveva già pronti i documenti per la firma. Sembra che l’affare si possa comunque concludere a causa dell’assenza di eredi diretti, ma all’improvviso si viene a scoprire da alcune lettere che il fratello Hans, dato per defunto dalla famiglia Voralberg,
risulta essere vivo e vegeto in qualche paese sperduto. Kate è quindi costretta a fermarsi per cercare Hans e poter finalmente concludere la pratica. Ma quello che per lei era solo un compito da svolgere, si sta pian piano trasformando in un qualcosa di impensabile, un turbillon di emozioni che la porterà ad abbandonare la vita vecchia vita per dedicarsi alla ricerca di Hans ed alla scoperta del suo incredibile mondo.
Affianco ad uno sfondo storico di primissimo piano, non poteva che esserci un comparto grafico d’autore. I fondali disegnati da Sokal sfiorano lo stato puro dell’arte: ogni singola schermata è stata curata in modo maniacale, riflettendo anche lo stile architettonico di ogni singolo luogo visitato nel lungo viaggio di Kate. Pur essendo in 2D, gli sfondi si fondono alla perfezione con gli elementi principali, resi in puro 3D. Personaggi, oggetti ed elementi attivi dei fondali: dettagli grafici ottimi, in grado di superare di gran lunga gli standard di quel periodo. Lo stesso discorso vale per i full motion video, di grande impatto, che fungono da ottimo intermezzo tra le parti di storia giocate: ed è proprio in questi video che esce fuori il grande fascino di Kate Walker, una protagonista dalle caratteristiche ideali per il ruolo che svolge.
In alcuni punti, il sonoro riesce a superare la magnificenza visiva, grazie ad una colonna sonora che farebbe invidia al miglior film drammatico. Inoltre, da sottolineare una curiosità, ovvero il fatto che il rumore degli uccelli cambia a seconda del tipo di volatile. In Microids non hanno lasciato proprio nulla al caso.
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