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Super Mario, Super Mario e ancora Super Mario. Quando si parla di retrogames di successo è quasi impossibile non nominare l’idraulico più famoso del mondo. Accompagnato come sempre dalla sua truppa di amici/nemici, riesce a stupire ogni volta di più per la sua “duttilità” videoludica in grado di regalargli un successo dietro l’altro. Questa volta però non sarà celebrato il solito platform, bensì uno dei giochi di guida più divertenti e famosi di sempre: Super Mario Kart per Super NES (ora anche su Virtual Console).
GENERE: Corse sui go-kart
ANNO: 1992
CASA DI SVILUPPO: Nintendo EAD
PUBBLICATO DA: Nintendo
PIATTAFORMA: Super NES, Virtual Console
SUPPORTO: Cartuccia
IL SUO SEGUITO E’: Mario Kart 64
Ideato dalla solita mente geniale di Shigeru Miyamoto, Super Mario Kart cominciò la sua cavalcata trionfale nell’agosto 1992 quando venne pubblicato in Giappone in assoluta esclusiva per Super NES. Le sue quotazioni salirono subito alle stelle ed i motivi furono davvero molti: il puro divertimento, una giocabilità perfetta per ogni età, il mondo di Super Mario. Tre fattori portati all’estremo che riuscirono a stregare milioni di videogiocatori; alla fine Super Mario Kart riuscirà a vendere più di 8 milioni di copie diventando il quarto gioco per Super NES più venduto di sempre, preceduto solo dagli irraggiungibili Super Mario World , Super Mario All Stars e da quel titolo rivoluzionario che rispondeva al nome di Donkey Kong Country.
Shigeru Miyamoto dichiarò che il motivo principale dello sviluppo di Super Mario Kart non fu la ricerca di un nuovo modello di guida, bensì di un nuovo punto di riferimento nell’ambito del multiplayer, in quanto in quel periodo la “guida innovativa” era rappresentata da F-Zero. Ma in Nintendo non mantennero la parola data: non crearono solo un mostro del divertimento fra amici, ma anche una nuova concezione del “giocare alle macchine” in single player. Le migliori caratteristiche di Super Mario Kart si possono infatti ritrovare sia nelle gare contro il CPU che nelle sfide in multiplayer.
Nella modalità ad un giocatore sono disposizione due opzioni: il Mario Kart GP ed il Time Trial. Il GP permette di impersonare uno degli otto piloti (Mario, Yoshi, Luigi, Peach, Bowser, Toad, Koopa e Donkey Kong) e competere in una delle tre coppe (Mushroom, Flower e Star), ognuna delle quali propone 5 tracciati differenti. Esiste anche la Special Cup, sbloccabile dopo la vittoria in tutte le altre gare. Il livello di difficoltà è rappresentato dalla cilindrata: 50cc e 100cc con la 150cc come bonus extra. Ogni gara è composta da 5 giri e per andare a punti e necessario arrivare almeno quarti. Il Time Trial permette invece di dedicarsi alla sola lotta contro il tempo, stimolando l’utente a migliorarsi ogni volta di più; è fondamentale imparare a memoria i tracciati, la posizione dei loro ostacoli e le traiettorie più efficaci.
Analizzando la modalità a due giocatori è sempre presente il Mario Kart GP (giocato con l’uso dello split screen) con l’aggiunta del Match Race (gara secca tra i soli giocatori) e dell’innovativo Battle Mode. Qui i giocatori scelgono
una delle quattro arene di combattimento ed una volta iniziata la lotta noteranno come attorno al loro personaggio ruotino tre palloncini. Questi rappresentano l’energia, in quanto lo scopo di questà modalità è quello di eliminare gli avversarsi a colpi di gusciate, bananate e stellate.
Ma siccome la Nintendo fa le cose per bene, come poteva non donare a tutto questo un gameplay favoloso? Un tasto per accellerare, uno per frenare, uno per usufruire degli oggetti raccolti e l’ultimo che permette al kart di compiere un piccolo balzo per disegnare delle indimenticabili traiettorie in derapata. Proprio il drifting è una delle abilità più divertenti di Super Mario Kart, poichè oltre a “gasare” l’utente permettono di non perdere velocità in curva, ma di farla aumentare alla fine della curva. Senza dubbio, gran parte del divertimento è merito degli oggetti che è possibile ottenere calpestando i vari punti interrogativi sparsi sul tracciato: i gusci rossi e verdi, le banane, la stella, i funghi, i fulmini e le piume sono le fondamenta di questo capolavoro, simboli ormai leggendari che rendono ogni capitolo sempre più entusiasmante.
Il lato tecnico non fu progettato per stupire, ma per affiancarsi al contesto nel modo più congruo possibile.; quindi grande dinamicità di gioco, nessun rallentamento e tanti colori. Missione più che compiuta. I piloti sono
diventati delle vere e proprie icone videoludiche così come i tracciati, quasi tutti ripresi e migliorati negli episodi più moderni. Curiosità: a parte la Pista Arcobaleno, tutti gli altri tracciati derivano dal mondo di Super Mario World, a dimostrazione che il successo di Nintendo non sia mai un fatto casuale. Da sottolineare l’uso del Mode 7, un processo grafico in grado di simulare un 3D virtuale (il cui sviluppo ha permesso titoli del calibro di Secret of Mana, Chrono Trigger e Super Mario RPG: Legend of the Seven Stars). Le musiche riescono a trasmettere ai giocatori allegria e competitività allo stesso tempo, rendendo ogni gara un’esaltante capitolo a sè; l’aumento del ritmo musicale nell’ultimo giro è una trovata a dir poco eccellente. Di pari passo vanno gli effetti sonori, anch’essi entrati oramai nella storia di Super Mario Kart e non solo.
Ora è lecito chiedersi: “C’è bisogno di parlare della longevità di gioco?”. Il single player assolutamente soddisfacente e un multiplayer impareggiabile hanno come risultato una solo aggettivo: interminabile.
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