Mr. Retrogame
Cresciuto a pane e videogiochi. Alla tenera età di 6 anni, ha ricevuto la sua prima console, il caro vecchio NES, ed il suo primo personal computer, l’Amiga 500. Le giornate filavano liscie tra un Super Mario Bros ed un James Pond 2: Codename Robocod, intervallate da succosi enigmi di The Legend of Zelda e botte da orbi con Street Fighter. Ha sempre benedetto il fatto che tutti quasi i videogiochi fossero in inglese; armato di vocabolario e buona volontà, è riuscito ad imparare la lingua anglosassone, grazie anche a capolavori del calibro di Suikoden, Final Fantasy VII e Discworld. Nel corso dei suoi anni, ha incrementato notevolmente la sua conoscenza videoludica, passando dal Super NES al Nintendo 64, dalla Playstation al GameCube. E’ arrivato ad apprezzare talmente tanto questa industria, che ha cominciato a studiarla in modo molto più profondo: oltre alle memorie di gioco, vuole sottolineare quali effetti hanno avuto i videogiochi sulla società e quale grado di allenamento mentale possono offrire ad un semplice utente. Ora tutti i suoi sogni sono diventati realtà; può finalmente condividere con tutto il popolo della rete la sua cultura e la sua passione per il retrogaming.
Daniele
Temprato da migliaia di ore passate davanti ai videogiochi, si faceva invitare a casa dei sui amici con la subdola intenzione di utilizzare i loro apparecchi videoludici. Le lacrime di felicità solcavano i suoi occhi ogni qual volta l’Amiga 500 gli chiedeva di cambiare più volte i floppy disk per eseguire una Fatality di Mortal Kombat. Impresse nella sua mente ancora oggi, le linee colorate della fase di caricamento dello ZX Spectrum erano per lui l’unico vero arcobaleno. Le monete non erano denaro, ma semplici strumenti da inserire in un cabinato per far partire il gioco selezionato. L’avvento dei primi Personal Computer ha radicalmente segnato la sua vita, trasformandolo in un essere affamato di videogiochi, dal DOS ed i suoi oscuri comandi, dai primi giochi monocromatici ad uno dei primi giochi 3D sul quale ha posato gli occhi, il grande Magic Carpet. La sua è una storia d’amore videoludica, affianca Minsc ed il suo criceto Boo in Baldur’s Gate, lotta per Albion nella Beta di Dark age Of Camelot, si accanisce contro Mephisto in Diablo, tira lo sciacquone nei bagni di Duke Nukem, distribuisce pugni a destra e a manca in Full Throttle…finendo poi a letto con la tipica nausea da videoterminale.
Convinto sostenitore dei videogiochi in qualità di strumenti pedagogici e culturali, tutt’ora appassionato, sfrutta le sue conoscenze di Web Editor per dare un contributo attivo nel mondo del retrogaming.
Ser Lord
Afflitto da gravi manie compulsive e da un quoziente intellettivo nettamente sotto la norma, questa creatura semiantropomorfa martella tastini fin dal lontano 1995, trovando in sporadici momenti il tempo di nutrirsi. Il male si insinuò in essa durante un caldo pomeriggio estivo, quando suo padre gli presentò uno scatolone con su scritto “Super Nintendo Entertainment System”. Al di sopra della console nuova di zecca, uno sfavillante Super Mario World troneggiava impettito. Quell’evento diede il via, in Ser Lord, a una smisurata passione per i videogiochi che lo portò, in futuro, a dilapidare senza alcun ritegno tutti i soldi in suo possesso e a costruire una cultura videoludica di tutto rispetto. O almeno questo è quel che Ser Lord crede, essendosi perso in realtà buona parte dell’operato di casa Sony… Quando poi si rese conto che la storia videoludica non era iniziata nel 1995, e che le tre cartucce per Super NES che suo padre gli aveva comprato erano un po’ poche, decise che era arrivato il momento di dedicarsi al retrogaming. Da lì una ricerca profonda e appassionata che continua ancora oggi, contribuendo alla completa combustione degli occhi di questo accanito videogiocatore.