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Square non vuol dire solo Final Fantasy, tanti altri capolavori sono stati creati dalla casa produttrice giapponese. Secret of Mana è sicuramente uno di questi. Pubblicato nel 1993 in Giappone con il titolo Seiken Densetsu 2, esso fu uno dei titoli più sorprendenti del Super NES con il quale approdò in America ed in Europa proprio con il titolo Secret of Mana. Il primo episodio venne successivamente esportato dal Sol Levante con i titoli Final Fantasy Adventure (USA) e Mystic Quest (EUR), sviluppati per il solo Game Boy. Un po’ come la saga di Final Fantasy, anche quella di Mana vive di episodi indipendenti tra di loro, ma che sono comunque legati tra di loro da un comune denominatore: l’albero di Mana.
TITOLO ORIGINALE: Seiken Densetsu 2 (JAP)
GENERE: RPG
ANNO: 1993
CASA DI SVILUPPO: Square
PUBBLICATO DA: Square
PIATTAFORMA: Super NES, Virtual Console, iPhone
SUPPORTO: Cartuccia
IL SUO SEGUITO E’: Seiken Densetsu 3
“Using the power of Mana, a civilization had grown strong. In time, Mana was used to create the ultimate weapon: the Mana Fortress. This angered the Gods. They sent their beasts to destroy the Fortress. A violent war rocked the world and Mana seemed to disappear. Before all was lost, a hero with the Mana Sword smashed the Fortress. Thought the civilization had been destroyed, the world was peaceful again. But time flows like a river and history repeats…..”
Questa è l’introduzione di Secret of Mana che offre sin da subito una profondità narrativa davvero sorprendente. Narrazione che inizia con il protagonista (che chiameremo Hero per comodità) che compie una gita fuori porta con i suoi amichetti nel tentativo di scoprire un tesoro di cui hanno sentito tanto parlare. Nel luogo prestabilito, ovvero di fronte alle cascate, Hero cade da un tronco e solo l’acqua ne salva la vita. Abbandonato a se stesso, Hero deve ora tornare a Potos Village ma non può, perchè con le sole mani è impossibile disfarsi delle erbacce che chiudono il sentiero. Ma proprio in quel momento, voci misteriose cominciano a chiamarlo ed a condurlo ad una spada. Non essendo al corrente di ciò che si trova davanti, Hero estrae la spada per poter tornare a casa, scatendando però una terribile reazione. Mostri appaiono sul suo cammino, creature fuori dal normale che nessuno ha mai visto prima d’ora. Tornato al villaggio, Hero viene a sapere che quella che ha in mano è la Mana Sword, la cui estrazione ha risvegliato il male nel mondo; per questo, viene esiliato dal villaggio. Parte qui l’avventura di Secret of Mana, alla ricerca dei Mana Seeds, i semi magici in grado di riattivare i poteri magici dell’albero di Mana. Aiutato da una fanciulla e da uno spirito della foresta, Hero tenterà di sistemare le cose salvando il mondo da un malvagio Impero. Ma l’avventura riserverà molte altre sorprese.
Secret of Mana è stato uno dei pochissimi RPG degli anni ‘90 a riuscire a sorpassare le barriere orientali per approdare nel resto del mondo; in effetti, sarebbe stato un vero peccato se un capolavoro del genere non fosse stato giocabile in una lingua che non fosse il giapponese. Ebbene, nonostante la sua popolarità non raggiunse quella dei vari Zelda o Super Mario, Secret of Mana dimostrò ai più esperti di quale pasta fosse fatto.
Il primo punto da analizzare è assolutamente il gameplay. Qui Secret of Mana mostra gli artigli, proponendo un sistema di combattimento innovativo e fuori dai soliti schemi a turni, pur sempre mantenendo l’acquisizione dei punti esperienza per l’ascesa di livello. I nemici sono bene visibili sullo schermo e per colpirli non bisogna aspettare nessun genere di caricamento, poichè il tutto è praticamente in tempo reale; l’unico fattore vincolante è il caricamento del colpo. In sostanza, ogni volta che si colpisce un nemico è necessario aspettare un secondo (di numero) perchè l’efficacia del colpo successivo torni al massimo: ciò non limita il numero di colpi effettuabili ma solo la loro potenza, infatti è comunque possibile mitragliare il nemico di colpi, i quali infliggeranno pochi danni minori. Questo battle-system regala a Secret of Mana una dinamicità invidiabile che però non elimina affatto l’aspetto strategico, riscontrabile nella gestione degli altri due compagni di party. Se Hero può essere controllato dall’utente, la ragazza e lo spirito introducono una sorta di sistema Gambit, riscontrabile parecchi anni dopo in Final Fantasy XII. In breve, è possibile impostare una strategia ben definita, in cui si ordina di attaccare o difendersi, lanciare una magia rispetto ad un’altra oppure mirare il nemico del leader o il più vicino. Innovazione allo stato puro. Ed inoltre, la Square ha regalato una vera chicca ai fan più sfegatati: è possibile giocare fino in tre in contemporanea, in quanto gli altri due personaggi del party possono essere controllati da umani. Tornando al combattimento, Hero non può lanciare magie al contrario dei suoi compagni. Ogni seme ritrovato, regala al party un supporto di uno spirito, rappresentante ognuno un ‘elemento della natura ( Undine = acqua, Gnomo = terra, Lumina = luce e così via).
Oltre al comparto miscellaneo, ricco di oggetti vari, è disponibile un vasto armamentario che permette l’uso di ben sette armi differenti (spada, arco, lancia, boomerang, guanti, frusta e ascia), le quali hanno effetti diversi a seconda del nemico che si affronta.
Il comparto tecnico lascia a bocca aperta. Secret of Mana brilla di luce propria attraverso una grafica da urlo. Se i personaggi sono ben definiti e ricchi di ottime animazioni (gli sprites sono un vero capolavoro), i nemici sono presenti in quantità incredibile, tanto da non riuscirli a ricordare tutti una volta terminato il gioco. Gli ambienti sono altrettanto straordinari: villaggi vari e numerosi, così come le decine di luoghi sparsi per tutto il mondo. Per spostarsi attraverso di esso è necessario utilizzare i cannoni dei Cannon Travel Center o il simpatico draghetto Flammie. Ed è proprio durante questi spostamenti che si nota un’altro tentativo di sorprendere di Secret of Mana: attraverso l’utilizzo della tecnica grafica Mode 7 (usata anche in titoli come Chrono Trigger, Super Mario Kart e Super Mario RPG: Legend of the Seven Stars), la mappa generale viene resa in 3D. Un altro spunto di grande classe. Classe che si ritrova ancora di più nel sonoro ed in particolar modo nella colonna sonora composta da Hiroki Kikuta, uno dei più grandi compositori di casa Square.
Come concludere in bellezza? Beh, non c’è miglior modo che dire quante ore di gameplay riesce a regalare Secret of Mana. La sua longevità sfiora confini inimmaginabili con oltre 35 ore di gioco effettivo. La perfetta ciliegina sulla torta per un’avventura semplicemente straordinaria.
I numeri del successo ottenuto dal retrogame di casa Square sono strettamente legati agli utenti giapponesi, come sempre molto più “affezionati” al mondo videoludico. Secret of Mana ha venduto 1,83 milioni di copie nel mondo (solo 330.000 fuori dai confini orientali) ed è stato nominato miglior RPG del 1993. Inoltre, la rivista Nintendo Power lo ha inserito all’86° posto nella classifica dei 200 videogiochi Nintendo migliori di sempre, mentre i lettori della famosa rivista giapponese Famitsu lo hanno decretato come il 96° videogioco più bello di sempre. Numeri e critiche che lanciano Secret of Mana nel pieno della storia dei videogiochi. E se i possessori di Wii possono riviverlo su Virtual Console, ora anche i gli utenti iPhone potranno gustarsi questo splendido retrogame senza tempo.
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