Super NES

PRESENTATA IL: 21 novembre 1990

PRODOTTA FINO AL: 1999

PRODOTTA DA: Nintendo

PREZZO DI LANCIO: $199.99

GENERAZIONE DI CONSOLE: Quarta

PROCESSORE: 16-bit

RISOLUZIONE: Max 512×448

SUPPORTO: Cartuccia

UNITA’ VENDUTE: 49 milioni

GIOCO PIU’ VENDUTO: Super Mario World (20 milioni di unità)

SUCCEDE AL: NES

PRECEDE IL: Nintendo 64

L’inizio degli anni ‘90 rappresentò uno dei momenti migliori della storia di mamma Nintendo. Fresca delle decine di successi ottenuti con il NES, la grande N porta le proprie ambizioni ancora più in alto, presentando la sua nuova perla a 16-bit, il Super NES, il 21 novembre 1990. La console, uscita in Giappone e Corea del Nord con il nome di Super Famicon, ebbe un successo incredibile, che sbaragliò la concorrenza di Mega Drive e PC Engine, le uniche due console a 16-bit sul mercato mondiale. Come è ovvio che sia, il titolo che ha dato il via a tutto ciò è stato Super Mario World, il titolo più venduto della console; esso presentava una nuova idea di platform, molto più movimentato e frenetico dei precendenti. Subito dopo, il Super NES stupì il mondo con Star Fox, il primo videogioco ad utilizzare il processore Super FX, in grado di creare ambienti 3D.

“Nintendo e Sony conclusero un progetto chiamato Play Station, che però venne bocciato dai dirigenti nipponici.”

Il commercio, che accompagnò il Super NES, fu davvero notevole; parecchie menti nipponiche si sbizzarrirono nell’inventare periferiche di ogni genere e console speciali davvero artistiche (come la “Zelda Version”, nella foto). Ma partiamo con il Multitap, che permetteva l’uso contemporaneo di 5 joypad: assolutamente fantastico era il Multitap “ufficiale” di Bomberman, uno dei pilastri della Hudson Soft. Era poi possibile utilizzare i giochi NTSC su console PAL, tramite l’apposito adattatore; dotato di due ingressi per cartucce, era necessario, oltre al videogame NTSC, inserirne anche uno PAL. Altra periferica innovativa era rappresentata dal Super Game Boy, anch’esso una sorta di adattatore, in grado di far girare sul Super NES i giochi del Game Boy (sia normale che Color); la particolarità era il fatto che, siccome i giochi giravano su una parte di schermo, per non compromettere la risoluzione, erano disponibili varie “cornici”. Per ultimo, ho lasciato un’oggetto alquanto particolare, uscito solamente nel Sol Levante. Si tratta del SatellaView, una periferica, in grado di far connettere il Super NES al satellite; gli Orientali si divertivano, così, a guardare il Mondo “dall’alto”. Nonostante le maggiori vendite del Mega Drive in Europa, il Super NES ricevette il titolo di “Miglior console a 16-bit della storia”, conquistando, comunque, il primato di vendite a livello assoluto. In mezzo a questo grande successo, però, risiede un episodio, che, col senno di poi, ha modificato la storia videoludica, a sfavore proprio della Nintendo. Per stare al passo con i tempi e contrastare il supporto CD-ROM per il Mega Drive (Sega Mega CD), la Nintendo chiese alla Sony di creare un supporto analogo per il suo Super NES. Dopo alcuni disaccordi ed un sondaggio con la Panasonic, Nintendo e Sony conclusero un progetto chiamato Play Station, che però venne bocciato dai dirigenti nipponici (gravissimo errore!). Sicuramente quel nome vi ricorderà qualcosa, che verrà pubblicato nel 1994 con il nome di Playstation. In quello stesso anno, però, Nintendo diede il colpo di grazia a Sega, che tentò di introdurre il 32-bit, tramite il 32X, ovvero un supporto esterno per il Mega Drive. Pubblicò Donkey Kong Country, il titolo che dimostrò più di tutti la forza del Super NES, in grado di far girare giochi a 32-bit, senza il bisogno di nessuna espansione. Niente di meglio per uscire dal mercato a testa non alta, ma altissima.

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