PRODOTTA FINO AL: 1999
PRODOTTA DA: NEC, Hudson Soft
PREZZO DI LANCIO: $249,99
GENERAZIONE DI CONSOLE: Quarta
PROCESSORE: da 8 a 16-bit
RISOLUZIONE: da 256×239 a 512×224
SUPPORTO: HuCard, CD-ROM
UNITA’ VENDUTE: 10 milioni (incluso il TurboGrafx-16).
GIOCO PIU’ VENDUTO: Bonk’s Adventure
SUCCEDE AL: nessuno
PRECEDE IL: PC-FX
La quarta generazione di console ebbe come fulcro la battaglia delle console a 16-bit, in primis tra Super NES e Mega Drive. In questo contesto, molti non sono al corrente del fatto che tutto ebbe inizio grazie al PC Engine di NEC: il suo processore, di base ad 8-bit, poteva raggiungere i 16-bit, diventando la prima console a compiere questo grande salto. Ma partiamo dal principio. Per lo sviluppo del PC Engine, NEC collaborò con Hudson Soft, la quale aveva appena ricevuto il “grazie ed arrivederci” da parte della Nintendo, per quanto riguarda il progetto del Super Famicom a CD. La console esordì in Giappone il 30 ottobre 1987 ed ebbe un buon successo iniziale. Per i suoi videogiochi, utilizzava un supporto chiamato HuCard, ovvero una sorta di memory card con una capacità massima di 20 MB. Due anni dopo, il PC Engine uscì nel Nord America con il nome di Turbografx-16. In Europa non ebbe fortuna, in quanto venne rilasciato con pochissimi titoli a disposizione. Dopo qualche anno di studi e progetti, Hudson decise di pubblicare la sua nuova ideazione: il supporto a CD-ROM. Il PC-E CD-ROM (questo il suo nome) entrò subito in concorrenza con la rivale Sega ed il suo Mega CD. L’introduzione di questo nuovo supporto, utilizzabile insieme alle HuCard, permise al PC Engine di allargare di molto la sua libreria di titoli, grazie anche all’introduzione dei Full Motion Video, e di trasformarsi in un completo sistema di intrattenimento casalingo, tramite la possibilità di poter leggere i CD-Audio. Il PC Engine “definitivo” venne chiamato Turbo Duo (completo di tutti i supporti disponibili), ma il suo prezzo troppo alto (ben $400) ne ostacolarono parecchio la diffusione, soprattutto nel Nord America.
Nello stesso periodo, fu sviluppato anche il TurboExpress, ovvero la versione portatile del Turbografx-16: un mostro di tecnologia per l’epoca, permetteva l’utilizzo di tutte le HuCard della sua sorella più grande, anticipando di molti anni la concorrenza. Ma ancora una volta, fu il costo troppo elevato ($249,99) a frenarne l’espansione. Il genere principe dei videogames sviluppati per PC Engine fu quello degli sparattutto laterali (R-Type, Gate of Thunder, Sapphire, Air Zonk e Dead Moon). Nonostante le scarse vendite ottenute dal Turbografx-16 negli Stati Uniti, grazie ai numeri ottenuti nel Sol Levante, il PC Engine raggiunse i 10 milioni di pezzi venduti. La sua produzione venne interrotta solo 1999, a dimostrazione di quale pagina di storia dei videogiochi sia riuscito a scrivere.