Master System

PRESENTATA IL: 20 ottobre 1985

PRODOTTA FINO AL: 1996

PRODOTTA DA: Sega

PREZZO DI LANCIO: $199,99

GENERAZIONE DI CONSOLE: Terza

PROCESSORE: 8-bit

RISOLUZIONE: da 256×192 e 256×224

SUPPORTO: Cartuccia

UNITA’ VENDUTE: 13 milioni

GIOCO PIU’ VENDUTO: Hang-On e Safari Hunt (venduti in una sola confezione)

SUCCEDE AL: SG-1000

PRECEDE IL: Mega Drive

Il Master System era stato il tentativo, da parte della Sega, di mettere il bastone fra le ruote alla Nintendo ed al suo NES. La console venne introdotta in Giappone nel 1985 con il nome di SG-1000 Mark III. Come si evince dal nome, abbiamo davanti il successore dello storico SG-1000; il sistema del Mark III è, infatti, retrocompatibile con quello del suo antenato. Nel 1986, la Sega decide di esportare la sua console ad 8-bit negli USA ed in Europa (1987) con il nome di Master System; la console, pur mantenendo le stesse caratteristiche di sistema, mostra un look completamente rinnovato. Alcune console funzionavano anche “senza cartuccia”, poichè potevano presentavano al loro interno sia Alex Kidd in Miracle World che Sonic The Hedgehog. E’ stata senz’altro l’Europa a regalare al Master System le maggiori attenzioni. Se in Giappone e negli Stati Uniti l’accoglienza è stata fredda a causa dell’impero affermato della Nintendo, nel Vecchio Continente la console Sega è riuscita a vincere la sfida con il NES. Approfittando dei ritardi di produzione del NES europeo, il Master System è riuscito ad imporsi, grazie a titoli di spessore del calibro di Sonic The Hedgehog, Hang On, Altered Beast, Ecco The Dolphin, Golden Axe, Phantasy Star, Out Run e moltissimi altri. Nel 1990 Sega produsse il Master System II, che risultò essere una versione altamente economica, priva dello slot per le cartucce e del pulsante reset. Giochi Preziosi acquistò i diritti per la distribuzione in l’Italia.

“Approfittando dei ritardi di produzione del NES europeo, il Master System è riuscito ad imporsi, grazie a titoli di spessore del calibro di Sonic The Hedgehog, Hang On, Altered Beast, Ecco The Dolphin, Phantasy Star, Out Run e moltissimi altri.”

Per quanto riguarda gli accessori, oltre al joypad, composto da una croce direzionale e da due tasti di azione, possiamo citare il Light Phaser, classica pistola utilizzata per i titoli di genere shooting, gli occhiali SegaScope 3-D, che permettevano di visualizzare determinati titoli in tre dimensione, come ad esempio Line of Fire o Out Run 3-D, e il Paddle Controller, dotato della manopola classica, usata per giocare a videogame in stile Arkanoid. Inoltre, bisogna sottolineare come tutti i possessori di Mega Drive potessero far girare sulla propria console i giochi del Master System, grazie all’apposito convertitore. Questo è il primo segnale del passaggio generazionale, che Sega si appresta ad affrontare: l’8-bit lascerà definitivamente il posto ai 16-bit nel 1996, quando viene prodotto l’ultimo esemplare di Master System. Ma non ci troviamo davanti ad un game over definitivo; merito del Brasile, che è stato sicuramente lo stato dove il Master System ha avuto più successo. Proprio per questo motivo, Sega gli dedicò un occhio di riguardo, sviluppando il Master System III (una versione ancor’oggi in produzione), che presentava al suo interno oltre 100 titoli storici. Oltre a ciò, non si può non citare il Master System Compact, una versione molto compatta, in grado di trasmette il segnale, tramite delle radio-frequenze.

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