Intellivision

PRESENTATA IL: 1979

PRODOTTA FINO AL: 1983

PRODOTTA DA: Mattel

PREZZO DI LANCIO: $299

GENERAZIONE DI CONSOLE: Seconda

PROCESSORE: 16-bit (estensione massima, 10-bit reali)

RISOLUZIONE: 192×160

SUPPORTO: Cartuccia

UNITA’ VENDUTE: più di 3 milioni

GIOCO PIU’ VENDUTO: Las Vegas Poker & Blackjack (2 milioni di unità)

SUCCEDE AL: nessuno

PRECEDE IL: nessuno

La Mattel Eletronics iniziò a progettare la sua console, le Intelligent Television (accorciato poi nel definitivo Intellivision) nel 1978 con l’intento di contrastare, l’allora dominatrice del mercato, Atari 2600. Dopo averlo presentato in California nel 1979, con soli 4 giochi a disposizione, Mattel decise, l’anno seguente, di lanciare la sua Intellivision in tutti gli Stati Uniti d’America, però stavolta con una lista di 19 videogiochi disponibili. Nell’arco di soli due anni, il successo di Intellivision crebbe a dismisura, grazie alla sua memoria, che poteva reggere fino a 16-bit, ma anche a titoli storici del calibro di Pac Man, Mouse Trap, Burger Time, Utopia e Major League Baseball. Un’altro titolo rivoluzionario fu Space Spartans, poichè fu il primo ad usufruire delle voci digitalizzate, prodotte grazie all’Intellivoice, periferica sviluppata per questo scopo. Intellivision venne studiata per diventare una sorta di centro multimediale casalingo, oltre che una console di successo; essa introdusse, per la prima volta, la possibilità di scaricare videogiochi, tramite la TV via cavo (Play Cable). Purtroppo, però, il sistema non ebbe molto successo, poichè i giochi non potevano essere salvati su concole, ma solo giocati in una sorta di “streaming”. Tutte le operazioni venivano eseguite grazie ai due joypad integrati dalle caratteristiche molto singolari; si trattava infatti di una “scatoletta” dotata di tastiera numerica (con tanto di tasti enter e clear), 4 tasti laterali e un disco direzionale, che regalava ben 16 direzioni di movimento. Sopra la tastiera numerica, era possibile inserire un piccolo “foglio”, messo a disposizione da ogni singolo titolo, che rendeva ben visibile la funzione di ogni specifico tasto. A questo punto, per completare l’opera, Mattel avrebbe dovuto sviluppare una tastiera, tanto acclamata dai suoi utenti. Dopo varie vicissitudini, la tastiera venne prodotta con tanto di supporto per un lettore di cassette (dal nome Keyboard Component), ma il prezzo elevato e la poca funzionalità hanno dato non pochi problemi, con parecchie critiche e moltissimi resi. Da ricordare il Music Synthesizer, una vera e propria tastiera elettronica, funzionante, però, solo se attaccata alla tastiera.

“Nell’arco di soli due anni, il successo di Intellivision crebbe a dismisura, grazie alla sua memoria, che poteva reggere fino a 16-bit, ma anche a titoli storici del calibro di Pac-Man, Mouse Trap, Utopia e Major League Baseball.”

Qui inizia la discesa dell’Intellivision, che cominciò a vedere in Commodore 64 e Amiga 500, l’evoluzione migliorata del proprio progetto. Nel 1983, per tamponare la crisi, Mattel pubblicò Intellivision II, le cui novità furono il prezzo minore (soli $69), la possibilità di staccare i due joypad e l’introduzione del System Changer, una periferica esterna in grado di far funzionare i giochi dell’Atari 2600. Nonostante ciò, ci fu un’enorme perdita di fatturato (circa 300 milioni di dollari), che obbligò la chiusura del progetto. A sorpresa, però, i diritti dell’Intellivision vennero acquistati da Terry Valeski e tutto il suo staff, il quale creò la INTV Corporation. Venne sviluppato l’INTV System III, un rivisitazione dell’Intellivision originale. Il commercio riprese vita, grazie anche alla pubblicazione dei giochi Mattel mai completati. Nel 1987 ci fu il picco di vendite, però smorzate subito dal potere travolgente del NES. L’azienda chiuse definitivamente i battenti nel 1991. Ma grazie ad un vecchio programmatore, Keith Robinson, ora è possibile rivivere i capolavori di Intellivision nella raccolta Intellivision Lives!, disponibile per Playstation 2, Xbox, GameCube e PC.

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