Dreamcast

PRESENTATA IL: 1998

PRODOTTA FINO AL: marzo 2001

PRODOTTA DA: Sega

PREZZO DI LANCIO: $199.99

GENERAZIONE DI CONSOLE: Sesta

PROCESSORE: 128-bit

SUPPORTO: CD-ROM, GD-ROM

UNITA’ VENDUTE: 10,6 milioni

GIOCO PIU’ VENDUTO: Sonic Adventure (2,5 milioni di unità)

SUCCEDE AL: Saturn

PRECEDE IL: nessuno

Il Dreamcast fu l’ultima console targata Sega. Leggendo la sua storia, il “bad ending” ha colto di sorpresa un po’ tutti gli adetti ai lavori; infatti, l’impatto iniziale della console fu a dir poco devastante. Il Dreamcast approdò sugli scaffali orientali il 27 novembre 1998, mentre su quelli statunitensi ed europei esordì con circa 10 mesi di ritardo. Come detto, inizialmente le vendite furono impressionanti, nonostante il dominio incontrastato della Playstation; addirittura negli USA vennero vendute più di 500.000 unità (255.000 nelle prime 24ore!), accompagnate da titoli del calibro di Soul Calibur, Sonic Adventure (il videogioco più venduto per Dreamcast), Virtua Tennis e Silver. Il supporto che il Dreamcast utilizzò per i suoi videogiochi si chiamava GD-ROM, che non era altro che un CD-ROM dalla capienza di 1,2GB. Un particolare molto caratteristico venne rappresentato dal joypad: all’apparenza molto grande, si dimostrò, invece, molto comodo e semplice da usare. Dispone di una croce direzionale e di un controller analogico sulla destra, di 4 tasti azione sulla sinistra (più due tasti a “grilletto” nella parte superiore) e del tasto start in centro. Proprio nella zona centrale, vi era l’apposito slot per usufruire del VMU (Visual Memory Unit): si tratta di un’incrocio tra una memory card ed una minuscola console portatile. Inserita nel joypad aveva la funzione di memory card, appunto, e di schermo ausiliare per alcuni giochi (solitamente forniva un dati supplementari), mentre in “versione solitaria” funzionava da vera e propria piattaforma portatile, sfruttando i vari mini-giochi, scaricati da alcuni titoli, come ad esempio Sonic Adventure. E parlando di periferiche esterne, non possiamo esimerci dal ricordare, oltre al Jump Pack (utilizzato per la vibrazione) le miriadi di controller speciali, sviluppati apposta per il Dreamcast: la Dreamcast Gun, il Dream Wheel, il Sega Fishing Controller ed il Cha Cha Amigo Controller, tra gli altri.

“…inizialmente le vendite furono impressionanti, nonostante il dominio incontrastato della Playstation; addirittura negli USA vennero vendute più di 500.000 console ( 255.000 nelle prime 24ore!), accompagnate da titoli del calibro di Soul Calibur, Sonic Adventure…”

E’ d’obbligo citare il fatto che il Dreamcast ebbe il grande onore di introdurre la possibilità di videogiocare online; la console era dotata internamente di un modem a 56k, che permetteva a chiunque di poter accedere al suo server dedicato, chiamato Dream Arena. Il tutto fu favorito anche dal fatto che Sega studiò la console per questo specifico scopo e lo dimostra sia il sistema operativo utilizzato, ovvero il Microsoft Windows CE, presente, in genere, sui palmari, sia lo sviluppo di una tastiera apposita. Nonostante tutto ciò, Sega fu obbligata a cessare la produzione del Dreamcast sia a causa dell’uscita della Playstation 2 sia a causa della pessima gestione economica-commerciale, risalente già al periodo del Master System. Quindi, dal marzo del 2001, cioè a neanche 3 anni dal suo esordio, il Dreamcast venne messo fuori produzione, nonostante la sua gigantesca libreria di titoli (quasi 700!). Ma la sua enorme popolarità, dimostrata dal numerosissimo seguito di fan accaniti, fece in modo che nel 2003 venne prodotto il Treamcast; si tratta di un Dreamcast non ufficiale, in versione portatile, dotata di un monitor LCD incorporato e di un lettore di CD, SVCD, MP3 e videogiochi per il Dreamcast in versione americana. Era anche possibile utilizzare videogiochi copiati su CD, tramite l’utilizzo del programma hacker, Utopia Boot Disk.

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