Atari Jaguar

PRESENTATA IL: 18 novembre 1993

PRODOTTA FINO AL: 1996

PRODOTTA DA: Atari

PREZZO DI LANCIO: $249.99

GENERAZIONE DI CONSOLE: Quinta

PROCESSORE: 64-bit (?)

SUPPORTO: Cartuccia, CD-ROM

UNITA’ VENDUTE: meno di 250.000

GIOCO PIU’ VENDUTO: Alien vs Predator

SUCCEDE AL: Atari XE Game System

PRECEDE IL: nessuno

Il Jaguar verrà per sempre ricordata come l’ultima produzione hardware dell’Atari, una delle case più vecchie ed importanti della storia dei videogiochi. Questa console, appartenente alla quinta generazione, nacque subito sotto una cattiva stella, nonostante le imponenti campagne pubblicitarie (su cui vennero investiti circa 3 milioni di dollari) e le grandi promesse. Il 18 novembre 1993, l’Atari Jaguar fece la sua prima apparizione nei negozi favorito dal titolo di “prima console a 64-bit della storia”. Proprio questa affermazione fu il primo motivo di contestazione, in quanto il Jaguar era in realtà un “32-bit potenziato”; il sistema montava infatti una datata CPU Motorola 68000. Nonostante tutto, Atari puntava proprio tutto su questo dato, i 64-bit, impostandone tutto il marketing di contorno. Lo slogan pubblicitario, “Do the Math”, intendeva dimostrare come una console a 64-bit divertisse quattro volte più di una a 16-bit: ma se la matematica è un’opinione, questo slogan lo è altamente. Insieme al 3DO, anche il Jaguar venne sviluppato per contrastare il dominio incontrastato di mostri sacri Super NES e Mega Drive, senza però ottenere risultati almeno sufficienti. A differenza di queste console che sfornavano titoli a iosa, il Jaguar presentò al grande pubblico pochissimi titoli (in tutto saranno poco più di 80), tra cui solo tre sono degni di essere ricordati per la loro buona fattura: Zool, Tempest 2000 e l’ottimo Alien vs Predator. Quasi tutte le case sviluppatrici venivano scoraggiate dai bug e dalle immense difficoltà di programmazione della console. Difficoltà che trovava anche l’utente nel riuscire a gestire un joypad insolito ed alquanto scomodo: una sorta di scatola con la croce ed i tre tasti alle estremità superiori ed una tastiera numerica al centro in basso. Un’idea misera e fallimentare che non ha nulla a che vedere con il geniale joypad del Nintendo 64 che verrà pubblicato proprio quando il Jaguar tirerà le cuoia.

“L’Atari Jaguar era in realtà un “32-bit potenziato”, non un puro 64-bit; il sistema montava infatti una datata CPU Motorola 68000…”

In 3 anni di vita, il Jaguar non vendette neanche 250.000 unità, ma nonostante ciò Atari volle mettersi in competizione con i nuovi arrivi, Playstation e Saturn, producendo a sorpresa l’Atari Jaguar CD, periferica aggiuntiva in grado di leggere i CD-ROM. Questo add-on non venne però sfruttato in alcun modo, regalando solamente discrete conversioni di titoli delle concorrenti (Myst, NBA Jam: Tournament Edition, Raiden, Rayman o lo scadente Fight For Life) Se questo doveva rivelarsi un passo verso la rinascita, così non fu, portando Atari alla definitiva cancellazione della produzione del Jaguar ed all’abbandono delle produzioni hardware. Ma prima di fare ciò, gli sviluppatori decisero di rivelare il codice di programmazione, permettendo agli appassionati più esperti di poter creare i loro videogiochi per Jaguar.

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