Inserito da Mr. Retrogame il 6 set 2010
R-Type

R-Type

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Gli anni ‘90 furono la miccia che fece esplodere la bomba degli sparatutto a scorrimento verticale, ma soprattutto orizzontale. La categoria, piena protagonista fino ai primi anni del terzo millennio, ebbe, come tutti, degli esempi da cui prendere spunto, dei maestri da cui imparare. Partendo dal leggendario Space Invaders, passando per Defender e Gradius: tutti retrogames che hanno contribuito a regalare alla categoria ogni volta qualcosa in più. Ma ci sono anche altri titoli che non hanno dato qualcosa, ma hanno letteralmente rivoluzionato il genere, sviluppando concetti del tutto innovativi e rivoluzionari. Il soggetto in questione è R-Type, arcade sviluppato nel 1987 da Irem Corporation. Il suo successo a dir poco devastante lo portò ad essere convertito per tutti i sistemi videoludici presenti in quell’epoca, con risultati stupefacenti per l’Amiga 500, lo Sharp X68000 ed il PC Engine.

GENERE: Sparatutto a scorrimento orizzontale
ANNO: 1987
CASA DI SVILUPPO: Irem
PUBBLICATO DA: Irem, Nintendo
PIATTAFORMA: Arcade, PC Engine, Amiga 500, ZX Spectrum, Commodore 64, Amstrad CPC, Atari ST, Sharp X68000, Game Boy, Master System, MSX, Virtual Console, Xbox Live Arcade
SUPPORTO: Floppy Disk, Cassetta, Cartuccia, HuCard
IL SUO SEGUITO E’: R-Type II

Come Street Fighter II per i picchiaduro, Super Mario Bros per i platform e The Legend of Zelda per gli RPG, R-Type rappresenta il sommo sapere (e giocare) per gli sparatutto orizzontali. La sua realizzazione tecnica e concettuale è, ancora oggi, oggetto di studio e di spunto per i videogiochi di nuova generazione, a dimostrazione di quale capolavoro sia R-Type.

“Il fattore che lasciò subito senza parole gli utenti del 1987 fu senza dubbio la grafica: era difficile credere come un’opera del genere fosse stata generata con soli 8-bit a disposizione.”

All’esordio in sala giochi, R-Type non era provvisto di alcun sfondo storico, ma poi successivamente la trasformazione in prodotto casalingo rese necessaria la creazioni di una trama, per quanto superficiale fosse. Il mondo è arrivato al 26° secolo e l’ingegneria genetica ha creato involontariamente una malvagia creazione, denominata Bydo. Essi riescono a tornare indietro nel tempo per poter attaccare il genere umano, totalmente impreparato all’invasione. Così, per porre rimedio a questo terribile errore, viene costruita la navicella R-9. Esaminata questa fase abbastanza superficiale, è arrivata l’ora di passare all’analisi di tutti i dettagli che hanno reso R-Type un retrogame simbolo.

Il fattore che lasciò subito senza parole gli utenti del 1987 fu senza dubbio la grafica: era difficile credere come un’opera del genere fosse stata generata con soli 8-bit a disposizione. I 512 colori riescono a creare delle ambientazioni cyber-genetiche da urlo, insieme ad una grande varietà di nemici, caratterizzati come pochi altri in quel periodo. Da celebrare, oltre ai notevoli effetti speciali, gli (a dir poco) straordinari boss di fine livello. R-Type presenta infatti dei “mostri” cult, che hanno avuto il merito di aver dato il via ad una sorta di moda: assolutamente indimenticabile è il primo boss, una sorta di Alien gigante (l’influenza del film di Ridley Scott si fece sentire non poco) che è diventato un’immagine simbolo nella storia dei videogiochi. Troviamo il sonoro una spanna più in basso, ma comunque sempre ben curato e inerente all’azione.

Ma il vero protagonista di R-Type è il gameplay; senza alcun dubbio, il maggior merito di Irem. La navicella R-9 è dotata di uno sparo chiamato Beam che, oltre al normale shoot con proiettili infiniti, può essere caricato e scaraventato sui Bydo sottoforma di gigantesco fascio di energia. Il Beam può essere inoltre potenziato durante l’avventura. Ed ora arriva la vera chicca, il tocco di genio: il Force. Questo pod rappresenta il pilastro portante di R-Type, assumendo una grande importanza strategica. Esso può essere usato attaccato alla navicella (davanti o dietro) oppure lasciato andare in avanscoperta per eliminare preventivamente i nemici. Quando adeso alla R-9, il Force funge sia da scudo che da arma di distruzione: tutti i power up sono dedicati proprio al pod, che può sparare proiettili multipli o laser rimbalzanti.

Tutto questo ha reso R-Type LO sparatutto orizzontale, la vera opera d’arte che ha svegliato un genere fino a quel momento un po’ in sordina. Ma, al contrario di come potrebbe sembrare, R-Type non è soltanto uno “spara-spara”; ogni livello (ben 8 in tutto) è caratterizzato da un design particolare che influenza lo stile di gioco. Infatti, a sezioni di pieno sparattutto, si contrappongono alcuni frangenti in cui è necessario pensare ad una strategia per sopravvivere. Imparare gli stage a memoria ed addomesticare al meglio il Force sono due azioni fondamentali per proseguire nel gioco.

Dire che R-Type è il miglior sparatutto di sempre non è probabilmente esagerato. Il suo gameplay caratteristico riesce ad entusiasmare anche i giovani utenti della next-generation che non si rendono conto dell’età effettiva di R-Type. Più di vent’anni e non dimostrarli. Inchino.

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