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Altra Retro Recensione, altra celebrazione del NES, altro capolavoro. Questa volta il retrogame in questione è Mega Man, il primo episodio della serie più longeva di casa Capcom. Pubblicato per la prima volta in Giappone nel 1987 con il nome di Rockman, il simpatico robot-boy blu arrivò in Europa due anni più tardi con un nuovo nome, ovvero Mega Man (nessuno conosce il motivo di questa modifica). Oltre che su una cartuccia originale del NES, è possibile acquistare questo pezzo di storia su Virtual Console di Wii.
TITOLO ORIGINALE: Rockman
GENERE: Platform, Azione
ANNO: 1987
CASA DI SVILUPPO: Capcom
PUBBLICATO DA: Capcom
PIATTAFORMA: NES, Virtual Console
SUPPORTO: Cartuccia
IL SUO SEGUITO E’: Mega Man 2
Fin dall’inizio, l’intento di Capcom fu quello di sconvolgere i classici platform per arrivare ad un prototipo di nuovo genere, in grado di regalare quel qualcosa in più in termini di dinamicità ed emozioni. E così se si fondono insieme due titoli come Super Mario Bros. e Ghosts ‘n Goblins si ottiene come risultato Mega Man. Ebbene sì, un videogioco che è
riuscito a diventare leggenda grazie anche alla furbizia dei programmatori (in primis il suo inventore, Keiji Inafune), che sono riusciti ad estrapolare gli spunti migliori e fonderli in perfetta armonia.
La storia di questa grande saga ha inizio proprio qui, quando i due scienziati amici, il Dott. Light e il Dott. Wily, diventano nemici. Dopo aver creato insieme Mega Man, pensieri malvagi nascono nella mente del Dott. Wily: all’interno della sua fortezza, costruisce altri sei di questi robot con lo scopo di conquistare il mondo. Così, il Dott. Light istruisce il suo Mega Man affinchè diventi idoneo per distruggere questa immane minaccia. A differenza degli altri sei robot, Mega Man è per metà essere umano ed è quindi in grado di pensare e provare sentimenti veri. Sarà questa l’arma vincente che gli permetterà di diventare quel personaggio che è ancora tutt’oggi, apparso su più di 50 videogiochi diversi.
Come già detto, Mega Man è un platform con molti elementi action (si potrebbe dire anche viceversa) con una particolarità interessante per l’epoca: l’utente non è costretto ad affrontare livelli “assegnati”, ma può scegliere l’ordine che preferisce. Questa situazione sottolinea un certo aspetto strategico che nasce dalle caratteristiche dei 6 robot cattivi: ogni livello, infatti, è stato progettato in funzione del proprio boss. Ognuno di essi nasconde un punto debole che è sempre rappresentato da un’arma appartenente ad un loro “collega”. Ma com’è possibile? Ogni volta che Mega Man sconfigge un boss ne acquisisce l’arma che può appunto essere usata come risorsa segreta. Senza dubbio un’idea interessante che fa da spalla ad una giocabilità senza eguali. Mega Man salta e spara, un’essenzialità che non delude in nessuno dei suoi aspetti. I livelli sono tutt’altro che lineari, infatti possono svilupparsi sia in orizzontale che in verticale, verso l’alto come verso il basso: non mancano le impegnative sezioni platform (a dire il vero a volte un po’ frustanti), affiancate da combattimenti contro nemici che sbucano da ognidove. Non è possibile abbassarsi per deviare i proiettili nemici, quindi è consigliato eliminarli prima che la situazione diventi complicata.
Una volta sconfitti i 6 robot, il gioco non è per nulla concluso. L’utente si troverà di fronte altri 4 livelli che
rappresentano la fortezza del Dott. Wily, dentro il quale si dovranno riaffrontare tutti i robot iniziali per poi arrivare alla fatidica battaglia finale con lo scienziato malvagio. Un’ottima intuizione che ha permesso alla longevità di non “morire” dopo solo 6 livelli.
Effettuando un’analisi prettamente tecnica, non si può non far rinotare come Mega Man sia stato sviluppato nel 1987. Il livello grafico generale è impressionante, ogni livello è dettagliato e colorato come pochi altri su NES e per di più creato “a tema” per il robot di turno. Proprio i robot (Cut Man, Guts Man, Ice Man, Elec Man, Bomb Man e Fire Man) sono una delle cose meglio riuscite, insieme a Mega Man ed alle sue animazioni. Stesso discorso per le musiche, utilizzate ancora tutt’oggi dalle nuove produzioni.
Ciò che parte da qui è qualcosa di mastodontico: decine e decine di seguiti che comprendono anche serie extra come Mega Man Zero, X, ZX, Legends e Battle Network. Capcom non tradisce mai.
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Bellissimo gioco; lo avevo su nes, comprato ad una bancarella dell’usato, e ci giocavo ore e ore e ore… per una semplice ragione: era praticamente impossibile!!!
voglio dire: quanto cavolo era difficile??
non si poteva salvare ed ogni volta bisognava riniziare, ma riuscire ad andare lontano era praticamente impossibile, se non giocandoci così tanto da imparare a memoria ogni volta la collocazione dei nemici ed il modo migliore (in termine di ritmo “salta-spara-avanza”) di giocare…
consiglio la visione di questi vintage video commerciali di quando queto storico titolo per nes è approdato sul mercato, le immagini (già dal primo titolo) erano fatte a cartone animato:
http://www.youtube.com/watch?v=pcCnLI09-1U
Personalmente ho sempre preferito lo stile di megaman “piccolino”, nel senso basso e tozzo; piuttosto che nel suo design piu futuristico che lo vede spilungone e ultra-moderno