Il percorso continua. Dopo la pagina dedicata alla Storia dei Videogiochi, dove sono stati esaminati gli aspetti storici e le origini vere e proprie dell’intrattenimento videoludico, questa volta verranno descritte le varie generazioni di console, partendo dal primo storico Magnavox Odyssey. Un’altra occasione per capire e studiare la grande evoluzione del mondo dei videogiochi.
La prima generazione di console parte da dove ci eravamo lasciati, ovvero dalla costruzione del primo esemplare di Magnavox Odyssey (1972), da parte di Ralph Baer. Prima console della storia, il suo sistema derivava dal più antico Brown Box (1967). L’ Odyssey utilizzava già un sistema a cartucce, ma solo per dare l’input ai giochi presenti al suo interno. Ma non fu un grande successo, a causa anche di alcuni particolari requisiti richiesti da Magnavox; venne così tolta dal mercato per far posto all’ Odyssey 100 e 200 (1975). Il vero dominatore di questa generazione fu Pong, il primo grande cabinato ad invadere il mondo intero. Il suo inventore, Nolan Bushnell, portò Pong anche in tutte le case, grazie alla creazione dell’ Atari e della sua prima console (1972). Come da copione, non mancarono i cloni di Pong, tra i quali si distinse la Coleco Telstar (1976), del quale vennero create parecchie versioni differenti. Un fallimento si rivelò, invece, l’APF TV Fun (1976).
La seconda generazione di console è ricordata per i molti esordi, in primis quello dei sistemi ad 8-bit. Il Fairchild Channel F (1976) ed il 1292 Advance Programmable Video System (1976) diedero il via alle danze, grazie all’introduzione delle ROM all’interno delle cartucce, su cui, ora, fu molto più facile programmare videogiochi. L’anno successivo fece la sua prima comparsa l’ Atari VCS 2600, insieme ad altre due console di minor rilievo: l’ RCA Studio II e la Bally Astrocade di Midway. Questa generazione procede con lo sviluppo del Magnavox Odyssey 2 (1978, distrubuita in Europa con il nome di Philips Videopac), con la fondazione della famosa casa di sviluppo Activision e con la creazione, da parte di Mattel, di Intellivision, grande pretendente al trono di miglior console dell’epoca, in contrasto con l’Atari 2600. Da rilevare, la produzione nel 1979 di due console di poco appeal, quali l’ APF Imagination Machine ed l’ MB Microvision, il quale è considerata la prima vera console portatile. Il videogioco del momento è, senza dubbio, Pac Man, il quale fece letteralmente impazzire il mondo; esso venne convertito, praticamente, per quasi tutte le console. Nel 1981, vide la luce la prima console della Sega, l’ SG-1000, insieme al fallimentare VTech Creativision. Se è vero che questa generazione di console si distinse per il sovraffollamento di sistemi casalinghi, i fatti del 1982 ne sono la più grande dimostrazione. Uscirono in contemporanea Emerson Arcadia 2001, Atari 5200, ColecoVision e Vectrex, quest’ultima ricordata per la grafica vettoriale monocromatica, in gradi di riprodurre, per la prima volta, un ambiente 3D. Questo numero troppo elevato di console sfociò nel famoso crack mondiale dell’industria dei videogiochi (1983).
Immagini extra della seconda generazione di console:
La grande crisi dell’industria videoludica del 1983 rischiò di compromettere seriamente il futuro di molte aziende, per la maggior parte nord-americane. La terza generazione di console ebbe il suo principio nello sviluppo di una delle più grandi console di sempre, ovvero il NES (1983). Iniziò, così, il periodo di maggior splendore delle console ad 8-bit, insieme ad un rinato commercio di console e videogiochi. Titoli leggendari come Super Mario Bros., Metroid, Mega Man e The Legend of Zelda contribuirono non poco a questa “resurrezione”. Il dominio incontrastato del NES (per niente infastidito dal PV-1000 di Casio e dal Super Cassette Vision) venne leggermente scalfito dal Master System (1985), il quale riuscì ad ottenere un ottimo successo in Europa. Atari cercò di rimanere ancora nell’elitè del mercato e sviluppò l’ Atari 7800 (1986) e l’ Atari XE Game System (1987), entrambe poco protagoniste. Sempre nel 1987, nacque il PC Engine di NEC (il cui CPU poteva raggiungere i 16-bit), mentre l’anno successivo vedranno la luce il Commodore 64GS e l’ Amstrad GX 4000. Di pari passo con le console domestiche, viaggiarono le console portatili, ree di aver lanciato una vera e propria moda tra i giovani, permettendo di portare sempre con sè dei veri e propri capolavori. La palma del migliore di questa generazione va, ancora una volta, a Nintendo con il suo Game Boy (1989), seguito dal quasi insuccesso dell’ Atari con il suo Lynx.
Immagini extra della terza generazione di console:
La quarta generazione di console significa 16-bit. Probabilmente, questo periodo rappresenta una delle più grandi evoluzioni della storia videoludica. La lotta tra Sega e Nintendo si fece ancora più dura. Stavolta, fu Sega ad arrivare prima sul mercato con il Mega Drive (1988), il quale introdusse per la prima volta una grafica a 16-bit. Nintendo, di contro, rispose due anni più tardi con il Super NES (1990), che, con il tempo, dimostrò la sua superiorità, grazie ad un CPU più versatile e potente: ne sono la dimostrazione due titoli del calibro di Donkey Kong Country e Super Mario RPG, sviluppati totalmente in 32-bit, senza il bisogno di alcuna espansione. Poco tempo dopo, la SNK, famosa per i suoi picchiaduro 1vs1, creò il Neo Geo, ovvero una console in grado di riprodurre fedelmente, in tutti i salotti, titoli arcade, quali Metal Slug, Fatal Fury e Super Sidekicks. Nel contempo, venne sviluppato, senza alcun successo, il Philips CD-i. Se le console casalinghe sono nel bel mezzo di una vera e propria guerra, lo stesso si può dire per quelle portatili. Grande protagonista è la Sega, la quale pubblica prima il Game Gear (1991) ad 8-bit e, successivamente, il suo successore a 16-bit, ovvero il Nomad (1994). Quasi inosservato, in questa generazione, passò il Watara Supervision.
Immagini extra della quarta generazione di console:
La quinta generazione di console regalò alla storia molte novità ed altrettanti protagonisti. Innanzitutto, è d’obbligo ricordare come abbia preso finalmente piede la grafica tridimensionale, inaugurata nel 1993 dal 3DO e dall’ Atari Jaguar. Accompagnate dall’ Amiga CD32, dal PC-FX di NEC e dalla sconosciuta Playdia di Bandai, esse furono il trampolino di lancio per la definitiva consacrazione del 3D, cominciata con lo sviluppo del Saturn e culminata con l’arrivo della Playstation (entrambe del 1995), vera dominatrice del mercato. L’esordio della Sony, sbocciato in un dominio assoluto di vendite, eliminò, del tutto, lo storico dualismo Sega/Nintendo, le quali si trovarono ora a dover inseguire. Proprio la Nintendo cercò di sorprendere tutti, saltando la generazione dei 32-bit per passare direttamente ai 64-bit: nacque così il Nintendo 64. Pur essendo molto lontano dai numeri della Playstation, si piazzò seconda nelle vendite delle console di questa generazione, superando il Saturn. Meritano una citazione, per i loro non-successi, l’ Apple Pippin ed il singolare Virtual Boy di Nintendo. Parlando del settore portatile, vennero sviluppate due nuove console, nel tentativo di impensierire il Game Boy, il quale fece uscire l’edizione Color (1998). Ma i risultati di WonderSwan (1995) e di Neo Geo Pocket (1998) furono tutt’altro che esaltanti.
Immagini extra della quinta generazione di console:
La sesta generazione di console, ovvero quella a 128-bit, rappresentò il viatico alle attuali console next-generation. Si rafforzarono Sony e Nintendo, la Microsoft esordì nel mercato dei videogiochi, mentre Sega vide il suo declino come un destino ormai inesorabile. Proprio Sega diede il via a questa generazione con il Dreamcast (1998); il suo successo iniziale fece ben sperare, fino a che non uscì la Playstation 2 (2000). Essa rappresentò l’ennesimo successo della Sony, che sbaragliò la concorrenza con titoli del calibro di Final Fantasy X, Devil May Cry e God of War. Due degne avversarie videro la luce l’anno successivo, ovvero il Nintendo GameCube e il Microsoft Xbox. Entrambe riuscirono a catturarsi la loro cospicua fetta di utenza; i fan di Super Mario e Zelda per il GameCube ed i fedeli seguaci del PC per l’ Xbox. Il mercato delle console portatili fu, ancora una volta, preda di Nintendo, che sorprese tutti con lo sviluppò del Game Boy Advance (2001), autentico gioiello da tutti punti di vista. Ricordiamo come nel 2003 Nokia tentò di introdursi anch’essa nel mercato videoludico con l’ N-Gage, ma con risultati poco soddisfacenti.
Immagini extra della sesta generazione di console:
La settima generazione di console è storia dei giorni nostri. Coma vuole la nostra politica, la andremo ad esaminare quando anch’essa sarà considerata Retrogame.